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IL PROSCIUTTO DI PARMA
Il Prosciutto di Parma viene prodotto con la coscia di un "maiale
maturo", dove per "maturità" si riferisce a
un tipo di carne con ridotto quantitativo di acqua, che permette l'uso
di limitate quantità di sale. La dolcezza non è l'unica
caratteristica che contraddistingue questo salume: il colore rosato
della parte magra, il basso contenuto di colesterolo e un'elevata percentuale
di acidi grassi insaturi sono alcune delle principali caratteristiche
fornite dalla genetica e dall'alimentazione del maiale da cui nasce
il Prosciutto di Parma. La presenza di fattori antiossidanti naturali,
come la Vitamina F, protegge i grassi dai rischi dell'irrancidimento.Il
Prosciutto di Parma è facilmente riconoscibile per l'elevato
peso (oltre i nove chilogrammi), per la mancanza dello zampetto al termine
della coscia e per il Marchio Ufficiale del Consorzio di Produzione,
apposto sulla cotica depilata dopo il controllo ufficiale.La zona di
produzione, ben definita, comprende la media e alta Val d'Enza, la media
e alta Val Parma, la Val Bardea, la Val Parmossa e, per finire, la media
Val Baganza.
CENNI DI STORIA
Il termine "prosciutto" deriva dal latino "prae exuctus",
prosciugato. In seguito alla distruzione delle saline di Cervia (secolo
XIV), Parma iniziò a utilizzare il sale proveniente dai pozzi
della località termale di Salsomaggiore. Ricco di sodio, bromo,
zolfo e nitriti, questo sale bloccava facilmente lo sviluppo dei batteri,
portando i contadini a conservare ogni tipo di carne, dalla fettina
più sottile fino alla spalla o alla coscia.Galli e Romani già
conoscevano l'arte di salare e conservare gli insaccati e presto si
comincia a parlare di prosciutto. Testimonianze sulla produzione del
prosciutto compaiono negli scritti di Catone nel II secolo a.C., senza
contare che, dopo la caduta del Regno Longobardo (774 d.C.), il Magister
porcarium ricopriva una posizione pari a quella di un maestro artigiano
e di gran lunga superiore rispetto a quella di un maestro pecoraio!
A partire dall'anno Mille, Parma e la sua campagna iniziano a cambiare
fisionomia: si riducono i boschi, aumentano gli spazi dedicati alla
coltura dei cereali e il pane comincia a sostituire la carne, penalizzata
dalle numerose tasse imposte agli allevatori. E' in questo periodo che
il prosciutto si caratterizza come alimento pregiato.Tra il Due e il
Trecento si forma a Parma la Corporazione dei Beccai, che si occupava
della vendita della carne suina. Nel 1459 i Lardaroli, coloro che ammazzano
il maiale e ne salano le carni, si staccano ufficialmente dalla Corporazione.Risale
al Cinquecento, però, una delle prime testimonianze sul Prosciutto
di Parma, di cui parla, in una poesia, Pomponio Torelli. In questa composizione
si accenna alla zona di produzione (Montechiarugolo, paese sulle rive
dell'Enza), al modo di stagionatura e di salatura. Sempre al Cinquecento
risalgono numerose leggi che proibiscono la circolazione libera dei
maiali in città, segnale che l'allevamento dei suini, anche domestico
e privato, doveva essere molto sviluppato nella nostra Provincia. Fino
al 1803 ci sono tracce di avvisi che ricordano ai cittadini il divieto
di "circolazione" dei maiali in città!Il Prosciutto
continua la sua ascesa sulle tavole di nobili e signori, fino ad arrivare
a Palazzo Farnese a Roma in occasione della visita della Regina Cristina
di Svezia a Papa Alessandro VII. Cuochi rinomati delle più famose
corti italiane cominciarono a cucinare il prosciutto con grandi quantitativi
di spezie e vini, nascondendone, in parte o del tutto, il caratteristico
sapore. Nelle zone di produzione, però, mani sapienti ed esperte
continuavano a produrlo secondo l'antica tradizione tramandata attraverso
il passare dei secoli.
PREPARAZIONE E STAGIONATURA
Il maiale usato per il Prosciutto di Parma, viene nutrito con
alimenti vegetali di alta qualità, grano turco, orzo, crusca
e spesso con siero di latte. La tecnica di produzione si basa esclusivamente
su tre elementi: sale, condizioni ambientali e tempo di maturazione.Il
Prosciutto di Parma viene stagionato in stabilimenti specializzati sulla
collina della provincia di Parma, continuamente sottoposti a controlli
necessari per assicurare una perfetta maturazione. La durata della stagionatura
varia da un minimo di dodici mesi a diciotto e più mesi per un "prosciutto
eccelso". In prodotti lungamente stagionati e possibile riscontrare
sulla fetta piccole macchie bianche, dovute a precipitazioni di aminoacidi,
conseguenza di una proteolisi.Il Prosciutto di Parma è crudo,
cioè non trattato con il calore e questo consente al consumatore
di utilizzare tutte le sue preziose caratteristiche di nutrizionalità
e al tempo stesso il suo basso contenuto calorico: nella parte muscolare
si trova, infatti, meno del 5% di grasso. La limitata quantità
di sale, inoltre, rende questo alimento ideale per le persone anziane
o sofferenti di pressione alta.
COME VIENE SERVITO
Il modo migliore per gustare la dolcezza e il sapore del Prosciutto
di Parma è quello di mangiarlo con una buona fetta di pane casereccio
non troppo salato. Non si esclude l'utilizzo associato a formaggi o
tartufi, dopo una breve cottura, in creazioni culinarie di recente invenzione.
I vini ideali con cui accompagnare la degustazione di questo salume
devono essere delicati: vanno bene i bianchi secchi più o meno
frizzanti o un Lambrusco leggero.
ITINERARIO LUNGO LA STRADA DEI VINI E DEL PROSCIUTTO
Si snoda lungo la fascia pedemontana e collinare che
comprende le Valli del Parma e del Baganza, presenta numerosi e rinomati
prodotti tipici parmensi, come il Prosciutto di Parma, il Parmigiano-Reggiano,
i Vini dei Colli di Parma, il Tartufo di Fragno e il Salame di Felino, tutti
accompagnati da una stuzzicante gastronomia di grande tradizione.
Collecchio, tappa significativa lungo la
strada Romea, oggi importante centro industriale e commerciale del territorio
parmense. Sul suo territorio hanno sede il Parco Regionale del Taro, e quello
dei Boschi di Carrega.
Deviando a sinistra per Sala Baganza passiamo da Talignano, dove fu eretta nel
1200 la Pieve dedicata a San Biagio, ospizio per i pellegrini della Via
Francigena. Da qui si raggiunge Sala Baganza, antico borgo la cui storia è
legata alla Rocca eretta nel 1477.
Si prosegue per Felino, rinomato per il suo gustossissimo e prelibato salame,
insieme al Prosciutto tipico prodotto della ricca gastronomia Parmense. A
destra si erge il Castello, sul crinale che divide la collina felinese dalla
Val Parma. Proseguendo diritto si arriva al borgo di origine medievale di
Calestano, dove tutti gli anni dalla fine di ottobre alla fine di novembre si
svolge la Fiera nazionale del Tartufo di Fragno. Da qui si fa ritorno verso
Felino e, una volta raggiunto il paese, si seguono le indicazioni per
Torrechiara dove scorgiamo su un'altura l'imponente e splendido Castello, uno
dei più grandi e meglio conservati di tutta la regione.
Arrivati a Lesignano, uno dei capisaldi produttivi del Prosciutto di Parma, si
può visitare la Pieve di S.Michele, che conserva ancora alcune parti risalenti
all'epoca romanica. Sempre di questo periodo è la Badia Vallombrosana, fondata nel
1111 e attribuita a S.Bernardo degli Uberti vescovo di Parma dal 1106 al 1133.
Quasi di fronte a San Michele Cavana, dove sorge la Badia sopracitata,
sull'altra sponda del torrente Parma, vi è Langhirano capitale indiscussa del
Prosciutto di Parma e prestigiosa sede del Festival annuale, ad esso dedicato.
Il Festival si tiene ogni prima settimana di settembre e ospita vere eccellenze
enogastronomiche, che aspettano tutti i buongustai della zona e non. Va inoltre
ricordato che in questo periodo sono aperti alla curiosità del turista, i
numerosi stabilimenti per la lavorazione e la stagionatura del Prosciutto.
Tappa successiva del nostro itinerario è Neviano degli Arduini, un tempo
fortilizio canossiano, oggi piccolo centro che domina la vallata sottostante
delle pendici del monte Riva. Nel ricco comprensorio si segnalano a Sasso, la
Pieve di Santa Maria, fatta erigere da Matilde di Canossa verso il 1080-1090;
la Pieve di Scurano, dove ha sede anche l'Oasi Biologica del Monte Fuso, una
delle primissime esperienze di filiera del Parmigiano-Reggiano. La Pieve di
Bazzano, dall'antica struttura romanica che ospita un pregevole fonte
battesimale anteriore all'anno 1000, a forma ottogonale.
Da qui si prosegue per Traversetolo, importante centro agricolo e artigianale,
dove è possibile visitare il Museo Renato Brozzi, artista prediletto da
Gabriele D'Annunzio, e la Fondazione Magnani Rocca che ospita la pregevole
collezione d'arte appartenuta a Luigi Magnani, con tele di famosi artisti
contemporanei come Goya, Van Dyck, Giorgio Morandi.
Ultima tappa nel ritorno verso Parma è Montechiarugolo, dove sorge il Castello ricostruito nel XV secolo dalla
famiglia Torelli, alla quale successe poi quella dei Farnese, che ne fecero la
loro residenza di campagna.
Numerosi, lungo la strada del Prosciutto e dei Vini, sono i luoghi nei quali
potrete acquistare e assaporare questo pregiato prodotto.
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